Tra i boschi silenziosi e i profili eterni dei Monti Sicani, a mille metri di altitudine, sorge un luogo che sembra nato non tanto dall’ingegno umano quanto da un sogno poetico trasformato in pietra. Oggi il viaggio di Despar Sicilia ci porta in provincia di Agrigento, a Santo Stefano Quisquina, dove si erge il Teatro Andromeda: un’opera d’arte en plein air che richiama visitatori da tutto il mondo, un poema architettonico sospeso tra cielo e terra, dove ogni pietra è simbolo di bellezza, memoria e contemplazione.
Il sogno di pietra e stelle del pastore e scultore Lorenzo Reina
Il teatro prende forma da un pensiero semplice e potentissimo: connettere l’uomo all’universo e alla natura. È stato concepito e realizzato da Lorenzo Reina, pastore e scultore autodidatta, che per oltre trent’anni ha scolpito questo spazio come fosse un luogo di meditazione e poesia. Nato e cresciuto nella stessa terra, Reina ha trasformato il paesaggio dove pascolava le sue greggi in un teatro di pietra sospeso sul vuoto, modellato seguendo le curve del territorio e la danza degli astri. La struttura è composta da 108 blocchi di pietra cubici che fungono da sedute, disposti secondo la mappa della costellazione di Andromeda, da cui il teatro prende il nome. Ogni sedile è una “stella” su cui lo spettatore può sedersi, alzare lo sguardo verso il cielo o lasciarlo scivolare sull’orizzonte sconfinato dei Sicani. La forza visionaria di questo progetto ha portato il Teatro Andromeda a essere presentato anche alla Biennale di Venezia, consacrandolo come una delle esperienze artistiche e architettoniche più originali del panorama contemporaneo.
Un dialogo tra terra, cielo e spiritualità
Il Teatro Andromeda non è chiuso da muri, ma si apre completamente verso la natura: la cavea sembra fondersi con l’infinito, mentre la porta d’ingresso costringe chi entra a compiere un passaggio simbolico, lasciando un mondo per accedere a uno spazio più vasto, essenziale e silenzioso. Qui sono aria, luce e suono gli attori principali. Elementi astronomici entrano nel progetto in modo straordinario: nel giorno del solstizio d’estate, le ombre e i raggi del sole dialogano con alcuni punti del teatro, creando allineamenti che trasformano la luce in un linguaggio sacro, quasi rituale.
Il valore della memoria
Oggi il Teatro Andromeda porta con sé anche il valore della memoria. Lorenzo Reina, artista e pastore visionario che ha dato forma a questo luogo unico al mondo, è venuto a mancare il 27 dicembre scorso, all’età di 65 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo, ma non ha interrotto il cammino che lui stesso aveva tracciato. A raccoglierne il testimone sono i figli Christian e Libero, che con dedizione e rispetto stanno proseguendo i progetti artistici e culturali avviati dal padre, custodendo la sua visione e continuando a far vivere Andromeda come spazio di arte, pensiero e dialogo tra uomo e natura.
Per informazioni dettagliate su orari, costi e modalità di visita, puoi consultare il sito ufficiale del Teatro Andromeda.