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Letojanni: la perla della costa ionica

Il turismo è la carta vincente di Letojanni. Tardivo, ma subito dirompente. Le perle più belle sono ben nascoste, ma una volta scoperte c’è la corsa a possederle. Siamo nella provincia di Messina, proprio sul litorale ionico. Il mare è di un azzurro accecante, quando è mosso le onde s’infrangono sugli scogli. La loro schiuma è un rivolo di panna che solletica le labbra. La sabbia mista a ghiaia accarezza i piedi scalzi nelle lunghe passeggiate al tramonto. All’alba il sole illumina adagio tutta la baia, coccola i due promontori che proteggono la cittadina alle spalle mentre davanti a lei si stende, immenso, il Mediterraneo.

Da villaggio di pescatori a meta turistica ambita
La storia di Letojanni città è relativamente recente. Da piccolo villaggio di pescatori, nato nel Seicento su volere del marchese Francesco Reitano che qui fece costruire la sua preziosa dimora, solo nella seconda metà dell’Ottocento, quando lo sviluppo della rete ferroviaria e stradale la strappò all’isolamento geografico di cui godeva, acquisì una prima autonomia amministrativa: dall’essere la Marina della vicina Gallodoro divenne un tutt’uno con il paese collinare che prese il nome di Letojanni-Gallodoro. Solo nel 1952 divenne comune a sé.

Fu in quel periodo, in pieno boom economico del secondo dopoguerra, che iniziò a svilupparsi il turismo. Letojanni catturò l’attenzione dei villeggianti che soggiornavano nella confinante Taormina, affascinati dal lungo litorale e dall’atmosfera incontaminata del piccolo paese. La voce si sparse velocemente e nel giro di qualche decennio la fama di Letojanni crebbe fino a diventare oggi una meta turistica ambita in tutto il mondo. Ovvio che l’economia della città abbia cavalcato il trend: numerosi gli alberghi, le strutture ricettive, i ristoranti, gli chalet che via via sono stati costruiti per accogliere le migliaia di presenze che si recano in questo lembo di Sicilia. Un turismo non solo stagionale: se ovviamente i mesi estivi sono quelli più allettanti e ricercati in cui si registra il picco dei villeggianti, il paese gode di una presenza forestiera anche nelle altre stagioni grazie alla piacevolezza del suo clima.

D’altronde come resistere alla bellezza di questo posto, scelto da molti come base per visitare questa zona della Sicilia, in primis la vicinissima Taormina. Si sfiorano le due, con sguardo amorevole la prima guarda dall’alto la sorella minore che sembra accettarne la protezione. Passeggiando sulla spiaggia di Letojanni, basta voltarsi verso il promontorio e rendersi conto di quanto la natura abbia intrecciato qui legami speciali.

Cosa visitare a Letojanni?
A Letojanni le attrazioni non mancano di certo, oltre al mare ovviamente e alle sue meravigliose spiagge.

Da ammirare la statua di bronzo di Francesco Durante, personalità di spicco dell’Ottocento, posta al centro dell’omonima piazza. Primo chirurgo al mondo a intervenire su un tumore cerebrale, Durante fu senatore d’Italia a soli 45 anni e uomo dedito alla patria che amava servire con le “armi della scienza”. A lui il nostro Paese deve una delle eccellenze mondiali in campo medico, il Policlinico Umberto I di Roma, fondato insieme a Guido Baccelli. La sua terra natia, in cui si ritirò per vivere gli ultimi anni di vita, lo ricorda sempre con immenso orgoglio: gli ha dedicato una statua appunto, la piazza principale e anche una sezione del Museo d’Arte e Cultura siciliana ospitato al Palazzo della Cultura. Qui sono conservati i suoi attrezzi, alcuni dei quali creati proprio da Durante e poi entrati nella routine chirurgica, i suoi manoscritti e i volumi di medicina che pubblicò in carriera. L’esposizione dedicata al noto chirurgo è una vera attrattiva per medici e appassionati, e offre l’occasione per visitare il resto dell’offerta museale conservata al Palazzo di Cultura, come la Mostra permanente dei ricami artigianali e altre testimonianze della vita di un tempo. E a proposito di personaggi noti, Fiorello e i suoi fratelli Beppe e Catena sono originari proprio di Letojanni.

Il tour turistico a Letojanni continua poi con le varie chiese, tra cui la chiesa di San Giuseppe, il patrono del paese; con i palazzi nobiliari che furono costruiti nei decenni di espansione cittadina; c’è persino una scuola per parapendisti e deltaplanisti, la vicina Etna e ovviamente c’è Taormina.

Taormina e la sua magnificenza
Descrivere Taormina è cosa assai ardua: le parole non possono cogliere appieno la sua bellezza. Solo il cuore, una volta di presenza, riesce a farlo, e così librarsi in tanta pienezza.
Rimarrebbe fuori sempre qualcosa: un angolo nascosto, una pietra dimenticata, un dettaglio sfuggito di questo luogo immenso. La storia qui ha lasciato suoi ricordi preziosi: il teatro antico greco-romano, la Domus San Pancrazio, il Castello di Monte Tauro, le Naumachie, l’Odeon; l’architettura esempi magnifici di operosità: Palazzo Corvaja, il palazzo di Santo Stefano, la Torre dell’Orologio, il Duomo di Taormina, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, la chiesa della Madonna della Rocca; la natura suoi speciali capricci: la costa frastagliata, le insenature, l’Isola Bella.
Nei secoli infiniti gli sguardi che qui si sono persi in un tramonto. Infiniti gli amori che qui sono nati. Sicuro ristoro per la sete di cultura, arte, eleganza dell’animo umano.

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