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Le chiese nella roccia dell’Eremo di Croce Santa a Rosolini

Ai piedi dei Monti Iblei sorge il piccolo comune di Rosolini. Terra di olio, carrubi, grano e vino, dal punto di vista amministrativo appartiene alla provincia di Siracusa, anche se la sua collocazione geografica la vede posizionata a metà tra l’area aretusea e quella ragusana.
Con la sua tranquillità Rosolini ha conquistato il duo comico Ficarra e Picone che qui, nella centrale piazza Garibaldi e nelle strade accanto, ha girato il film Andiamo a quel paese. Noi però ci spostiamo in periferia, per visitare uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia, l’Eremo di Croce Santa.

Luogo di fede da millenni
Quattro chiese scavate nella roccia fanno dell’Eremo di Croce Santa un luogo di fede e storia. A pochi chilometri dal centro di Rosolini, immerso nella Cava d’Ispica, è testimonianza della vita liturgica delle comunità che per secoli s’incontrarono qui per pregare. Nonostante negli anni i terremoti, le intemperie e l’incostante manutenzione ne abbiano deformato il profilo architettonico, l’Eremo resta un luogo di suggestione, raccoglimento e devozione.

La prima delle quattro chiese fu costruita nel primo millennio dalla comunità cristiana che si era stabilita nella zona. Era un piccolo edificio, scavato nella roccia, accanto al quale dopo qualche anno se ne aggiunse un altro più ampio. Delle due chiese oggi è rimasto ben poco: nel 1167 furono entrambe distrutte da un violento terremoto che fece crollare la falda rocciosa, già fortemente intaccata da un precedente sisma del 786. Nelle pareti laterali sono ancora visibili dei loculi costruiti nella roccia, usati un tempo come tombe.

La terza chiesa, scavata nel 1500, fu dedicata a san Teodoro. L’interno era abbellito con affreschi e graffiti dei quali oggi purtroppo rimane ben poco.

Il bue s’inginocchia alla croce
Alla sinistra della chiesa di San Teodoro sorge infine la Grotta del bove. Qui nella prima metà del 1500 fu rinvenuta una croce lignea che diede il nome all’eremo. Secondo un’antica leggenda, fu trovata da un pastore mentre cercava uno dei suoi buoi che non aveva fatto rientro dal pascolo. Si narra che l’uomo ritrovò l’animale in ginocchio davanti alla croce che da allora fu considerata miracolosa. Nel 1728 la croce fu trasferita nella chiesa del Santissimo Sacramento, poi divenuta chiesa del Santissimo Crocifisso.

La devozione ieri e oggi
Centro di fede e di preghiera, l’eremo fu abitato da mistici fino alla fine del XVIII secolo per poi andare incontro a un periodo di declino. Solo nel 1846 il ritiro fu nuovamente popolato da un eremita, l’ultimo che qui abitò, conosciuto dalla gente del posto come fra Croce.

Ogni anno, l’1 maggio, la città rinnova la sua devozione alla Croce Santa che, adagiata su un carro trainato dai buoi, è accompagnata in processione fino alla Grotta del bove. Un rito molto sentito con cui i fedeli affidano le loro suppliche alla croce speciale.
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