i ricordi di
Despar Sicilia
{{'2022-10-07 00:00:00' | dateToISO | date : 'dd LLLL y'}}

Avete sentito parlare della “cunzata do' lettu”?

La Sicilia è una terra ricca di bellezze e tradizioni, usi e costumi che hanno caratterizzato epoche intere, alcuni nel tempo sono scomparsi, altri permangono anche se modificati e “aggiustati” in base ai tempi moderni, ma rimangono comunque carichi di significato e intrisi profondamente di territorialità e appartenenza a qualcosa di più grande. Due esempi significativi sono, in occasione del matrimonio, una l'usanza per la famiglia della sposa di “portare” il corredo nuziale, e l'altra la preparazione del letto matrimoniale qualche giorno prima della celebrazione del rito. Due aspetti che si intrecciavano tra loro, che in una forma più o meno fedele al passato si mantengono ancora in uso, specialmente in alcune parti della Sicilia. Se la realizzazione del corredo era un processo lungo e costoso, “a' cunzatina do' lettu” era un vero e proprio momento di incontro sociale. Voi la conoscete, l'avete “subita” o avete mai partecipato a questo particolare e festoso rito propiziatorio di buon augurio per i futuri sposi? Vi raccontiamo con l'aiuto della nostra amica Giusi come funzionava e… funziona ancora!

Un rito di buon augurio per i futuri sposi

Quella della cunzata del letto in Sicilia era una vera e propria occasione di festa, un rito fatto di partecipazione affettuosa, buon augurio e divertimento. Ce lo racconta la nostra amica Giusi che, insieme al marito, hanno penato un po' prima di riuscire a raggiungere il loro letto! “Io ho 45 anni e la mia cunzata del letto è stata proprio una festa. Per l'occasione abbiamo invitato parenti e amici più stretti in quella che sarebbe stata la nostra casa una volta sposati e abbiamo allestito un piccolo rinfresco. Era anche un'opportunità per far vedere la casa, l'arredo e per mettere in mostra il corredo che la mia famiglia aveva portato in dote. Era splendido, forse all'epoca da me poco apprezzato, sicuramente raramente usato. Raffinate coperte, lenzuola, asciugamani e tovaglie da tavola, realizzate con materiali pregiati come lino o cotone finemente ricamate, pizzo di Cantù, merletti, decori e sfilati rigorosamente lavorati a mano; a volte venivano realizzati dalle donne della famiglia, in alternativa acquistati. La creazione del corredo da portare in dote era un processo lungo e costoso, che era cominciato già quando ero bambina, e consisteva in una serie, spesso abbinata, di biancheria per la casa; un'usanza tutta femminile che già mia nonna aveva cominciato per noi nipoti femmine. Una parte del corredo era destinata ad uso quotidiano, mentre un'altra parte era un vero e proprio tesoro artistico, un tripudio di bellezza e raffinatezza, di costosi tessuti lavorati da utilizzare solo in alcune occasioni. Una tra queste era proprio per la “cunzata del letto”. Un rito che aveva uno scopo augurale e propiziatorio per gli sposi e che doveva sottostare ad una serie di “regole”. Per la preparazione del letto in cui gli sposi avrebbero dormito venivano scelte solo giovani ragazze “schette” e “illibate” in numero pari, da 2 a 6. Nel mio caso erano in 4 e nessun altro doveva mettere mani alla cunzatina. Le lenzuola ed il copriletto utilizzati per il talamo nuziale erano una parte pregiata del mio corredo, erano state accuratamente lavate e stirate da mia mamma, aiutata da mia zia Anna e da una vicina di casa, commari Pierina. Per me è stato severamente vietato entrare in camera da letto ed ho visto il risultato solo dopo il matrimonio, da donna sposata. Le ragazze che hanno cunzato il mio letto sono state mia cugina, la figlia di una cugina di mio marito e due sorelle, figlie della mia madrina di battesimo. Indossavano dei grembiuli bianchi e hanno cominciato a preparare il letto sotto lo sguardo vigile e scherzosamente severo di mia mamma, di mia suocera, delle mie sorelle e cognate, delle zie e delle altre donne sposate che, tutte intorno, davano indicazioni su come fare. Non è stato facile e le sentivo lamentarsi e ridere. Era infatti abitudine “strammare” il letto più volte: dopo svariati lamenti per come era stato fatto, giocosamente le donne maritate tiravano via le lenzuola disfacendo il letto e obbligando più volte le povere fanciulle a rifarlo. Mi è stato riferito che mia zia Anna l'ha sfatto almeno tre volte! La cunzatina era un rito augurale, si facevano saltare sul letto bambini piccoli per auspicare fertilità, era usanza mettere sotto le lenzuola monete, pasta e riso come segno di prosperità, e una volta sotto la rete del letto venivano attaccate delle campanelle che avrebbero risuonato con il movimento del materasso, questa fortunatamente ce l'hanno risparmiata, ma per il resto non hanno lesinato: spaghetti, pastina, riso, monetine, c'era veramente di tutto. Ci hanno allestito il lenzuolo a sacco, ovvero hanno sistemato il tessuto in modo tale che una volta messi sotto le coperte, saremmo rimasti bloccati. Una volta completata questa parte della cunzata, sono passati all'abbellimento del letto, infatti anche il copriletto è stato cunzato con petali, spighe e confetti, disposti a forma di cuore e con le iniziali dei nomi. Una volta finito tutto, mia mamma ha chiuso a chiave la porta della camera da letto e noi l'abbiamo riaperta al rientro dai festeggiamenti del matrimonio, non senza qualche timore! Lo spettacolo d'impatto è stato bellissimo, il copriletto aveva confetti bianchi, rosa e azzurri, c'erano le nostre iniziali G & G e cuori, realizzati con i confetti, con petali rosa e con il riso, ma il pavimento della camera era anche pieno di bicchieri colmi di acqua! Dopo una giornata intensa e piena di emozioni come quella del matrimonio, rientrare a casa e trovare tutto quel gioco di fantasia è stato divertente, ci ha fatti sentire amati, ma non vi nego che ci è venuta voglia di “vendicarci”!
Ancora oggi la cunzata do lettu, anche se ridotta moltissimo a causa delle convivenze o per scelte personali, è in uso, ma si è trasformata in una divertente festa tra amici e parenti. Le ragazze che devono preparare il talamo basta che siano single, le lenzuola sono spesso in semplice cotone, in base ai gusti anche colorate e, pur rimanendo forte il carattere propiziatorio e augurale, la parte scherzosa e burlona è predominante. Si pensa ad ogni piccolo dettaglio, la creatività e la fantasia spaziano, spesso diventa una gara a chi architetta lo scherzo più geniale, capace di rendere lunga e complicata la strada che porta al letto nuziale. Cacce al tesoro per trovare la chiave della camera matrimoniale, bicchieri pieni di acqua disposti nel pavimento già all'ingresso, palloncini per tutta la casa, insomma un bel da fare per gli sposini che al rientro ne vedranno delle belle!

Potrebbero interessarti anche:

{{'2022-12-01 00:00:00' | dateToISO | date : 'dd'}}
{{'2022-12-01 00:00:00' | dateToISO | date : 'LLLL y'}}

U ciaramiddaru nel Natale siciliano

Il Natale siciliano è ricco di usanze e tradizioni. La novena suonata dal ciaramiddaru, con il suo particolare strumento, è una di quelle più antiche e suggestive.

scopri di più
{{'2022-11-03 00:00:00' | dateToISO | date : 'dd'}}
{{'2022-11-03 00:00:00' | dateToISO | date : 'LLLL y'}}

Il “ripiglino”, quando anche un filo poteva diventare giocattolo

Semplice ed essenziale, così era il gioco del “ripiglino” o della “matassa”. Bastava un elastico o un pezzo di spago, almeno quattro mani e… concentrazione!

scopri di più