in viaggio nei luoghi di
Despar Sicilia
{{'2020-09-17 00:00:00' | dateToISO | date : 'dd LLLL y'}}

Acate e il suo profumo di uva appena raccolta

Il profumo della vendemmia. Ad Acate già da agosto l’aria ha il sentore dell’uva appena raccolta. Sarà così per tutto settembre. La vitivinicoltura è un settore centrale dell’agricoltura e quindi dell’economia del comune in provincia di Ragusa. Qui i produttori locali hanno sviluppato un sapere che oggi permette di produrre alcuni dei vini più rinomati dell’area iblea.

Un po’ di storia

Neanche 12.000 abitanti per Acate, paese della fascia costiera ragusana, bagnato dal fiume Dirillo. Dalla storia antica – la zona era abitata già in epoca romana -, la città fu edificata alla fine del XV secolo. ‘U Vischiri, cioè Biscari, il suo nome originario che subì la prima incisiva modifica urbana per mano di Agatino Paternò Castello, I principe di Biscari. Tra i suoi interventi anche la ristrutturazione del bellissimo maniero, il Castello di Biscari appunto, oggi simbolo della città. Passato alla storia per la triste vicenda del “massacro di Biscari“ durante la Seconda Guerra Mondiale, quando soldati americani assassinarono senza giustificazione 76 prigionieri di guerra di nazionalità tedesca e italiana, oggi Acate è nota soprattutto per il suo oro nero, il vino. Il Cerasuolo di Vittoria DOCG e il Frappato DOC sono il fiore all’occhiello, ma la produzione annovera anche Nero d’Avola, Grillo, Insolia. Non solo vino: ad Acate si produce anche Olio d'oliva D.O.P. Monti Iblei e una buonissima uva da tavola di Mazzarrone che da sempre chiude i pranzi estivi della tradizione. Molto apprezzato anche il settore floro-vivaistico grazie alla presenza di grandi aziende che mixando sapere antico e innovazione hanno saputo affermarsi sulla scena europea.

Il piacere della tradizione culinaria

Genuinità è l’aggettivo che meglio descrive la tavola acatese. Una cucina fatta di ricette antiche che si tramandano da generazione, basata sui sapori e i profumi degli ingredienti che la terra ancora oggi offre. E così i piatti della nonna, alcuni poveri altri più ricchi, abbelliscono i pranzi in famiglia: la pasta a sugu fintu, condita con estratto di pomodoro, cipolla e uovo sbattuto; la pasta delle feste, u tianu, che in siciliano significa “tegame", cioè pasta al forno cotta dentro un tegame di terracotta, impastata con sugo di carne e ricotta; i baddotti di riso per la festa di San Giuseppe ovvero polpette di riso amalgamato con la ricotta e l'uovo e aromatizzato con cannella e prezzemolo e poi cotte in brodetto di carne. Non manca il pesce, vista la vicinanza con il mare: le sarde a' beccaficu, la raia (la razza) a' stemperata, la tunnina (tonno) soffritta con cipolla sono solo alcune delle proposte tra i secondi piatti tipici del luogo. Non c’è pranzo che si rispetti che non termini con un buon dolce, come resistere al biancomangiare, a’ cicerata, a' pagnuccata e a tante altre squisitezze?! Il tutto ovviamente innaffiato dall’ottimo vino, re della zona!

I tuoi punti vendita ad Acate (RG):
· DESPAR - c.so Indipendenza, 54
· DESPAR - c.so Indipendenza, 283
· DESPAR - via Maresciallo Giudice, 87

Potrebbero interessarti anche:

{{'2020-10-15 00:00:00' | dateToISO | date : 'dd'}}
{{'2020-10-15 00:00:00' | dateToISO | date : 'LLLL y'}}

Sortino e l’Opera dei Pupi

Sortino lascia in bocca la dolcezza del miele siciliano e dell’Arancia ovale dell’Anapo.

scopri di più
{{'2020-10-09 00:00:00' | dateToISO | date : 'dd'}}
{{'2020-10-09 00:00:00' | dateToISO | date : 'LLLL y'}}

Viaggio a Gravina di Catania, la terra de li plachi

La sua concentrazione di abitanti su una superficie relativamente piccola fa di Gravina di Catania il secondo comune siciliano con la più alta densità abitativa.

scopri di più