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Le acque blu di Santa Teresa Riva

Porta il mare già nel nome, Santa Teresa di Riva. L’appellativo Riva è stato aggiunto successivamente per distinguere il paese in provincia di Messina dagli altri, ma soprattutto per evidenziarne lo stretto legame con il mare. Adagiato sulla fascia ionica della Sicilia, il comune ha un aspetto davvero pittorico. Il mare, ma anche i fiumi e gli agrumeti: sono gli elementi che rendono unico il suo profilo, mentre nel centro cittadino, alte, svettano tre torri medievali.

La costa, i fiumi e gli agrumeti: il sole illumina il paesaggio
Uno dei mercati cittadini più antichi della Sicilia si svolge proprio qui, a Santa Teresa di Riva: un appuntamento quindicinale che si rinnova dalla metà dell’Ottocento, riunendo a oggi oltre 250 bancarelle che lo rendono un punto di riferimento per tutta la parte orientale dell’isola. Un motivo in più per visitare questo piccolo, ma irresistibile comune del messinese. Il mare è di certo l’attrattiva principale: la lunga costa ancora incontaminata regala a turisti e a locali un paesaggio incantevole, tra il blu intenso delle acque e la sabbia del litorale.
I colori del paesaggio sono così vividi: è il sole a illuminarli.
Tutt’intorno due fiumi, il Savoca e il Fiumara D’Agrò, circondano questo piccolo paese di neanche 10.000 abitanti, mentre alle sue spalle si stendono agrumeti e uliveti. Limone e verdello limone, vino, olio d'oliva, ortaggi, mandorle e frutta: la natura qui regala prodotti buonissimi.

La città delle torri
Chi pensa che Santa Teresa di Riva sia “solo” mare e natura si sbaglia: una passeggiata nel centro città svela vere chicche. Come le tre torri medievali: Torre Catalmo, Torre dei Bagghi e Torre Saracena, antichi strumenti di controllo del territorio, oggi eretti a simbolo della città. Un tempo ve ne erano altre due, Torre Avarna, di cui restano pochissimi resti, e Torre Varata, purtroppo ormai inesistente.
E poi le chiese del paese, su tutte il santuario di Santa Maria del Carmelo, patrona della città, che sorge vicino alla Torre Saracena. La chiesa originaria, ingrandita di pari passo con l’espansione del paese, fu abbattuta nel 1929 per essere ricostruita ancora più spaziosa. Il suo interno è a tre navate, mentre nell’abside emerge l’altare maggiore in marmo di Trapani. Qui, in una nicchia, è conservata la statua lignea della patrona, la Vergine del Carmelo con in mano il Bambino, festeggiata il 16 luglio. Da ammirare anche il prezioso organo a canne, tra i più grandi della zona messinese. Una curiosità? La chiesa di Santa Maria del Carmelo è l’unica del centro ad avere un campanile su cui, nel 1937, un paesano facoltoso fece montare un orologio.

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