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Viaggio in Sicilia

04/06/2026

Scopello, tra faraglioni e tonnara

Scopello non si attraversa: si raggiunge. E quando arrivi, capisci subito che è uno di quei luoghi che non hanno fretta di spiegarsi, ma preferiscono essere ascoltati. È una piccola frazione di Castellammare del Golfo, affacciata sul mare, incastonata tra la Riserva naturale orientata dello Zingaro e le montagne chiare del Trapanese, dove il tempo sembra aver scelto un passo più lento, quasi rispettoso. Il viaggio di Despar Sicilia alla scoperta dei luoghi della storia e del mito questo mese fa tappa tra case di pescatori, faraglioni che emergono come sentinelle e una tonnara che profuma ancora di sale e di storia.

Scopello e i faraglioni

Qui tutto racconta un passato semplice e duro insieme, fatto di lavoro, di stagioni, di mare e di vento. Il cuore di Scopello è fatto di poche case in pietra dorata, un baglio del Settecento, balconi fioriti e una piazzetta che d'estate si anima colorando di suoni il paese. Ma Scopello — dal greco Skopelos, "scoglio" — porta il suo destino già nel nome. Scendendo verso la costa, i faraglioni emergono dall’acqua immobili e maestosi, come guardiani silenziosi. Massicci blocchi di roccia calcarea ricoperti di vegetazione mediterranea, non si limitano a stare lì: dominano, presidiano, condizionano ogni scorcio. Visti da terra, dal bordo della tonnara o dall’alto del promontorio, cambiano forma e colore a seconda della luce. Le acque che li circondano, di un turchese profondo che vira al verde smeraldo nei fondali bassi, sono tra le più limpide della costa siciliana. Attorno ai faraglioni si sviluppa un ecosistema marino ricco: grotte sottomarine, fondali rocciosi, banchi di pesce colorato. È meta di sub e appassionati di snorkeling provenienti da ogni luogo. Ma anche semplicemente nuotarvi intorno, lasciandosi cullare dall’acqua, è un’esperienza che lascia il segno.

La Tonnara di Scopello

Addossata alla roccia, incorniciata dai faraglioni, la Tonnara di Scopello è una delle più antiche della Sicilia. Qui, dal Medioevo fino alla metà del Novecento, la tonnara era il centro di un'attività economica e di un rito collettivo. La mattanza, con i suoi gesti codificati, i canti, la fatica e il sangue, rappresentava un momento in cui l'uomo e il mare si fronteggiavano senza filtri, legati da un rispetto antico e necessario. Un tempo la tonnara era rumore: di reti tirate a mano, di voci forti, di barche che rientravano cariche. Era odore di sale e di pesce, era attesa e paura, era sopravvivenza. Poi il ritmo ha cambiato direzione. La pesca industriale, le nuove rotte economiche, un diverso rapporto con il mare hanno spento lentamente quel mondo. La tonnara ha chiuso, le reti sono rimaste appese come memorie, e il silenzio ha preso il posto del clamore. Ma le case dei tonnaroti, i magazzini, la torre di avvistamento, raccontano ancora oggi quella vita aspra, fatta di sveglie all'alba e mani segnate.

Oggi Scopello e la sua tonnara raccontano un’altra storia. Non hanno dimenticato il passato: lo custodiscono. La tonnara è diventata luogo di visita, uno spazio in cui la bellezza naturale e la memoria convivono. Un museo a cielo aperto che custodisce una tradizione preziosa, conservando le barche originali, le reti, gli strumenti dei tonnaroti.

Per informazioni su modalità di visita e costi, consultare il sito ufficiale della tonnara di Scopello.