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Viaggio in Sicilia

02/04/2026

Scicli, storia di pietra, luce e rinascita

Adagiata nel sud-est della Sicilia, nella provincia di Ragusa, Scicli si svela lentamente, come un racconto che ha bisogno di tempo per essere ascoltato. Sorge tra le valli di Modica, Santa Maria La Nova e San Bartolomeo, a pochi chilometri dal mare, circondata da colline calcaree che al tramonto si tingono d’oro e miele. Il paesaggio che la accoglie è tipico del Val di Noto: aspro e luminoso insieme, tra cave, campi coltivati e orizzonti aperti, dove natura e opera dell’uomo dialogano da secoli. Tre colli segnano il profilo della città come una corona di pietra e fede: il Colle di Monte Campagna, con il suo Convento del Rosario ancora abitato dalle Suore Domenicane; il Colle di San Matteo, il più rappresentativo, sormontato dall'antico Duomo omonimo da cui si abbraccia con lo sguardo l'intera città e il mare; e il Colle di San Marco, il più alto, dove il Complesso della Croce custodisce rari edifici sopravvissuti al terremoto del 1693, con la sua unica facciata tardogotica rimasta in città. Dalla preistoria scavata nella roccia al Medioevo delle fortificazioni, fino alla raffinata eleganza barocca nata dalla ricostruzione post-1693, Scicli custodisce una storia millenaria, ed è qui che fa tappa oggi il viaggio di Despar Sicilia alla scoperta dei luoghi storici e del mito.

Dalla Grotta Maggiore...

Prima di diventare l’elegante città barocca che oggi incanta i visitatori, Scicli è stata sede di insediamenti antichissimi. Le sue grotte naturali, scavate nella roccia tenera, offrirono rifugio già in epoca preistorica. Tra queste, la Grotta Maggiore rappresenta uno dei ritrovamenti più significativi: un vasto complesso rupestre che testimonia la presenza umana fin dal Neolitico. Qui la roccia stessa racconta gesti quotidiani e antichi insediamenti, ricordando quanto profonda e duratura sia stata la relazione tra uomo e ambiente.

… passando per il Castellaccio e il Castello dei Tre Cantoni

Con il passare del tempo, la necessità di difesa portò alla nascita di insediamenti fortificati. Sulle alture che dominano la città di Scicli sorgono i resti del Castellaccio, una fortificazione medievale di probabile origine bizantina, poi ampliata in epoca normanna. Da questa posizione strategica si controllava l’intera valle, proteggendo la popolazione dalle incursioni. Poco distante si trovano i ruderi del Castelluccio, noto anche come Castello dei Tre Cantoni, così chiamato per la sua particolare pianta triangolare, anch’esso parte integrante del sistema difensivo medievale della città e del territorio. Entrambe le strutture si trovano lungo i sentieri del Colle di San Matteo, dove si incontrano anche chiese rupestri come quelle della Catena, di Santo Spirito e di Santa Lucia, e dove si affacciano le Grotte di Chiafura: l'antico abitato rupestre di Scicli, scavato nella roccia viva, che restituisce l'immagine di una città che per secoli ha vissuto letteralmente dentro la pietra.

… fino al Barocco

La storia della città, però, è segnata profondamente dal terremoto del 1693, uno dei più devastanti mai avvenuti in Sicilia. Scicli, come molte città del Val di Noto, fu quasi completamente distrutta. Ma da quella tragedia nacque una straordinaria occasione di rinascita. La ricostruzione seguì i canoni del Barocco siciliano, trasformando la città in un armonioso intreccio di palazzi, chiese e piazze scenografiche. Linee morbide, facciate riccamente decorate, balconi sorretti da mascheroni scolpiti: Scicli si reinventò, diventando un capolavoro a cielo aperto, oggi riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Magnifici esempi sono Palazzo Spadaro, Palazzo Fava, Palazzo Bonelli‑Patanè e Palazzo Beneventano, così come la Chiesa Madre di Sant’Ignazio e le chiese di San Giovanni Evangelista, San Michele Arcangelo e Santa Teresa.

Scicli è una meta molto apprezzata, diventata famosa anche grazie alla fortunata serie de “Il Commissario Montalbano”, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Le sue strade, le piazze e i palazzi non ne fanno solo da sfondo, sono parte integrante del racconto, contribuendo a rafforzare il fascino narrativo del luogo.

Proprio in questi giorni di Pasqua, Scicli si prepara a vivere uno dei momenti più sentiti e attesi dell'anno: la Festa dell'Uomo Vivu, con la corsa del Cristo Risorto — 'u Gioia — tra le strade barocche della città, tra braccia alzate, grida di gioia e una pioggia di petali dai balconi. Un appuntamento che, come tutta Scicli, va vissuto fino in fondo.

Buona Pasqua da Despar Sicilia.