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La città franca, Francavilla di Sicilia tra natura e storia

Città franca, franc-ville. Il nome di Francavilla di Sicilia deriva dal francese per evidenziare il particolare privilegio di non dover pagare le tasse di cui la cittadina in provincia di Messina godette per molto tempo. In realtà attorno alla denominazione francavillese circolano tante leggende che circondano di fascino questo piccolissimo comune di neanche 4000 abitanti al centro della Valle dell’Alcantara.

Una passeggiata tra storia e natura

Storia e natura: è questo il binomio che meglio descrive Francavilla di Sicilia. La natura, con le meravigliose Gurne dell’Alcantara, laghetti dalla forma tondeggiante che possono essere oggi ammirati percorrendo un suggestivo sentiero che parte proprio da Francavilla per immergersi nella vegetazione della Valle dell’Alcantara, tra scavi archeologici, resti dell’antico castello di Francavilla e le saje. E la storia, con le preziose testimonianze del passato cittadino e isolano conservate fino a pochi mesi fa all’Antiquarium, oggi trasferito all’interno del più ampio M.A.Fra., il Museo archeologico di Francavilla.

Il sentiero delle Gurne dell’Alcantara, alla scoperta del paradiso

La collocazione geografica di Francavilla di Sicilia è davvero particolare: a nord guarda l’Etna, affianco le scorre il fiume Alcantara, mentre il suo seno è attraversato dagli affluenti, il fiume San Paolo e il torrente Zavianni, e sfiorato da due catene montuose, i Monti Peloritani che si concludono e i Monti Nebrodi che invece iniziano. La città fa parte del Parco fluviale dell’Alcantara che proprio a Francavilla di Sicilia ha la sede amministrativa. Basta raggiungere Palazzo Cagnone in centro città per avviarsi lungo il sentiero Le Gurne dell’Alcantara che per circa un chilometro si addentra nella valle. Il percorso agevole regala diversi paesaggi: le saje, parti dell’innovativo sistema d’irrigazione inventato dagli Arabi, le gurne e la loro ricchissima fauna e flora e gli scavi archeologici di un insediamento greco del V sec a.C.. Il percorso termina al Mulino Ciappa che a fine ‘800 fu avviato per la produzione di energia idroelettrica permettendo ai francavillesi e ai vicini castiglionesi di avere l’energia elettrica tra i primi in tutta Italia. A questo punto è possibile tornare indietro o proseguire salendo lungo il fianco del monte e arrivare così al bellissimo belvedere da cui contemplare tutta la città. Qui sorgeva il castello normanno di Francavilla di cui è possibile ammirare pochi resti.

Il passato rivive al neo Museo archeologico di Francavilla

L’origine di Francavilla di Sicilia è molto antica, lo dimostrano alcuni reperti risalenti al V sec a.C.. Notizie più certe tuttavia si attestano tra il 1000 e il 1100 con l'edificazione del monastero Basiliano di San Salvatore della Placa e del castello cittadino. Oggi le importanti testimonianze storiche, finora custodite all’Antiquarium, sono state trasferite al Museo archeologico di Francavilla allestito a Palazzo Cagnone e inaugurato solo a ottobre 2020. Parte del Parco Archeologico Naxos Taormina, il M.A.Fra. conserva oltre 200 reperti archeologici e accoglie i visitatori nelle sue cinque stanze, regalando un’immersione suggestiva nell’antico passato.

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