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Un tuffo nei colori di Santo Stefano di Camastra

È la città della ceramica maiolicata, osannata da Pirandello e da Consolo. Ha due porte, una, Porta Palermo, si affaccia sui Nebrodi, l’altra, porta Messina, sulla città dello stretto, e tre nomi, il più antico Noma, quando il paese era ancora un villaggio di pastori e contadini, poi divenuto Santo Stefano di Mistretta, distrutto da una frana del 1682, e l’attuale in onore del duca Giuseppe Lanza di Camastra, fondatore della nuova cittadina ricostruita in una zona più costiera. Quante particolarità per questo piccolo centro di 5000 anime. Visitiamo Santo Stefano di Camastra.

Il rito antico della produzione delle mattonelle maiolicate

Tutto iniziava nelle cave d’argilla, qui maestranze specializzate riempivano di creta delle cassette di legno di 22 cm, le siglavano con il marchio della fabbrica committente e le facevano essiccare. Poi le infornavano per circa 20 ore e le lasciavano raffreddare per almeno due giorni. A questo punto nella lunga catena di produzione delle mattonelle maiolicate di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, subentravano le donne: avvolgevano una trentina di mattonelle in un fazzoletto che poi adagiavano sul capo e le trasportavano fino in contrada Turrazzi dove il materiale passava in mano ai mastri ceramisti. Iniziava la decorazione con la tecnica della mascherina imbevuta di olio di lino, terminata la quale una seconda cottura fissava il colore e la mattonella era pronta per essere utilizzata.

Nell’Ottocento le richieste sempre in aumento spinsero a una rivoluzione nella produzione che, pur nel rispetto del sapere artigiano raggiunto, divenne più industriale. Su ingegno di don Gaetano Armao, lungimirante imprenditore del tempo, nacque la prima fabbrica di mattonelle maiolicate che ne arrivò a produrre 15.000 unità al mese. Accanto a questa, in poco tempo sorsero altre realtà produttrici e il paese si confermò punto di riferimento non solo per la richiesta siciliana, ma anche calabrese, sarda e araba.

Il futuro e la memoria

Nel secolo scorso la produzione di mattonelle maiolicate attraversò una fase di declino. Oggi, grazie all’impegno delle nuove leve dell’artigianato locale, si sta assistendo fortunatamente a una ripresa, lenta, ma costante, per proteggere una tradizione antica dall’abbandono.

Gli splendori del passato possono essere ammirati al Museo della Ceramica a Palazzo Trabia, inserito nel circuito museale specialistico delle ceramiche siciliane e nazionali (Faenza e Caltagirone) che è diventato un luogo in cui gli oggetti della ceramica tradizionale si alternano a esempi di arte contemporanea siciliana, nazionale e internazionale.

Passeggiare per Santo Stefano di Camastra significa tuffarsi nei colori delle sue mattonelle che inneggiano alla vita, alla solarità. Le botteghe aprono le loro porte a veri tesori di bellezza che hanno nell’anima un’antica arte: tratto distintivo del posto e pregio dell’intera Sicilia.

Il tuo punto vendita a Santo Stefano di Camastra (ME):
· MAXISCONTO - via Giovanni Ameglio, 12

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