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Pasqua: Gli Archi di San Biagio Platani

La sua terra è bagnata dai fiumi Platani e Turvoli. Il primo, un tempo navigabile, è chiamato fiume salato: nel suo percorso lungo tutta l’area dei monti Sicani incontra infatti una salina che gli conferisce questa particolarità. Il secondo, il Turvoli, è amato dagli escursionisti che si divertono tra i suoi canyon scavati nella roccia. Siamo a San Biagio Platani, in provincia di Agrigento. Qui la Pasqua ha un gusto speciale, sa di natura e dei suoi prodotti, i cereali, l’alloro, il pane, i datteri, l’asparago. E ha un’immagine suggestiva, quella degli Archi di Pasqua.
Quest’anno le celebrazioni pasquali sono sospese per via delle disposizioni governative, ma è sempre un’emozione riviverne l’atmosfera.

La nascita del rito
Si sfidano a colpi di creatività e ogni anno deliziano la vista di migliaia di turisti con le loro opere d’arte. La Madunnara e la Signurara sono le due confraternite di San Biagio Platani: a loro è affidato il compito di portare avanti un’antica tradizione, la festa degli Archi di Pasqua. Un rito che ha inizio già dalla fondazione del paese nel 1635, quando gli abitanti si affidarono alla Madonna e al Cristo risorto per la loro nuova vita di comunità. Da qui la nascita delle due congregazioni, la Madunnara in sostegno alla Madonna, la Signurara al seguito del Cristo, che diedero vita a questo cerimoniale dalla lunga preparazione e dall’effetto straordinario.

Gli Archi di Pasqua: opere d’arte al sapore di natura
La loro è una competizione a suon di fantasia e abilità manuali che raggiunge il momento culminante il Sabato Santo quando addobbano metà per ciascuno corso Umberto, crocevia attorno a cui si è sviluppato nei secoli il centro urbano. È un tripudio di colori, immagini, profumi, vere opere d’arte che piano piano prendono forma dopo mesi di preparativi.

Ecco le canne, il rosmarino, l’alloro, l’asparago, i datteri, i cereali, il pane: i prodotti genuini della natura diventano elementi d’installazioni bellissime che abbelliscono la via. Se infatti la struttura architettonica è sempre la stessa, quindi un punto d’ingresso, poi il viale e infine l’arco – che rappresentano metaforicamente la facciata della chiesa, la navata e l’abside – il tema dei decori cambia di anno in anno, dando libero sfogo alla creatività delle due confraternite. Campanili, cupole, archi e ogni altra bellissima realizzazione vanno a impreziosire tutto il percorso al centro del quale, proprio sul sagrato della chiesa madre, la domenica di Pasqua avviene il toccante incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto.

Il Museo degli Archi, custode della memoria
L’atmosfera di gioia, i colori e i profumi di queste meravigliose installazioni possono essere goduti durante le tre domeniche successive alla festa di Pasqua, poi ogni cosa è meticolosamente trasferita al Museo degli Archi di Pasqua. Si tratta di un luogo dedicato alla memoria di questa tradizione, dove ogni anno vengono conservate tutte le installazioni. E così una visita al museo diventa un’immersione nella storia e nella cultura di quest’antica usanza, che farà appezzare la passione che ogni anno anima le due confraternite in quello che è un vero gioiello siciliano.

Il tuo punto vendita a San Biagio Platani (AG):
· DESPAR - Via Vittorio Veneto, 109

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