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Consigli

11/06/2026

Estate senza scuola: come organizzare il tempo libero dei figli (senza impazzire)

Sta per entrare ufficialmente l’estate, le scuole chiudono, ma per le ferie, nella maggior parte dei casi, passeranno ancora settimane. Così, per tanti genitori ancora al lavoro, scatta la domanda: come organizzare al meglio il tempo libero dei figli senza trasformare le giornate in un eterno “mi annoio”? Perché sì, l’estate è molto più lunga delle ferie a disposizione. E allora serve un piano. Flessibile, realistico e possibilmente anche divertente.

I nonni: una risorsa preziosa (quando possibile)

La prima alternativa, quando possibile, sono loro: i nonni. Non è solo una soluzione pratica, ma anche affettiva. Il tempo trascorso con i nonni rafforza il legame tra generazioni e offre ai bambini un ritmo diverso, spesso più lento e rassicurante. Naturalmente non sempre è fattibile: c’è chi lavora ancora, chi abita lontano o chi non può occuparsene a tempo pieno. Ma anche qualche giorno a settimana può fare la differenza sia per l’organizzazione familiare sia per la qualità del tempo condiviso.

Grest e centri estivi

Una delle formule più diffuse in Italia è il Grest (Gruppo Estivo), organizzato spesso da parrocchie, oratori, associazioni sportive o realtà educative del territorio. Di solito si svolge tra giugno e luglio e propone attività ludiche, sportive e laboratori creativi. Negli ultimi anni l’offerta dei centri estivi si è ampliata molto. Ce ne sono per ogni fascia d’età e alcuni sono tematici:
• sportivi (calcio, nuoto, danza, arti marziali)
• artistici (teatro, musica, pittura)
• linguistici
• naturalistici
• tecnologici (coding e robotica)
Sono una buona opzione per i bambini della primaria e delle medie: socializzano, stanno all’aria aperta e mantengono una routine quotidiana, elemento importante anche durante la pausa estiva.

Colonie e campi estivi residenziali

Le colonie e i campi estivi residenziali sono generalmente suddivisi per fasce d’età: dai bambini della scuola primaria fino ai ragazzi delle scuole superiori. Trascorrere qualche giorno o settimana lontano da casa aiuta a sviluppare autonomia, spirito di adattamento e capacità di stare in gruppo.
Le tipologie sono diverse:
• campi sportivi intensivi
• campi natura e avventura (trekking, vela, equitazione)
• campi linguistici, anche all’estero
• campus artistici e musicali
• esperienze a tema scientifico o tecnologico
Il consiglio? Informarsi con anticipo, verificare che le strutture rispettino le normative di sicurezza previste per le attività educative e che il personale sia qualificato. Meglio controllare assicurazioni, presenza di educatori formati e regolamenti chiari.

Baby sitter: flessibilità su misura

Quando i figli sono più piccoli, o gli orari di lavoro non coincidono con quelli dei centri estivi, la baby sitter può essere la soluzione più flessibile. Può coprire solo alcune ore al giorno o affiancare altre attività già organizzate. È importante definire fin da subito regole chiare, orari, compiti e modalità di gestione del tempo (compresi eventuali limiti all’uso di dispositivi elettronici). Una buona organizzazione evita conflitti e improvvisazioni.

Volontariato e piccoli lavoretti per i più grandi

Per i ragazzi più grandi, sempre nel rispetto delle normative vigenti, l’estate può diventare un’occasione di crescita concreta. Alcune possibilità:
animatore o aiuto-animatore nei centri estivi
• supporto in associazioni di volontariato
• collaborazione in attività familiari
• piccoli lavori stagionali consentiti
Non si tratta solo di guadagnare qualcosa, ma di imparare responsabilità, gestione del tempo e relazione con gli adulti.

E quando si resta a casa?

Non sempre si riesce a incastrare tutto. Ci saranno giorni (o settimane) in cui si resta a casa. E lì entra in gioco la creatività dei genitori.
Qualche idea pratica:
1. Creare una routine leggera
Non serve l’orario militare, ma uno schema sì: sveglia, compiti delle vacanze (meglio al mattino), gioco libero, attività creative, un momento di lettura.
2. Angolo dei progetti
Un tavolo dedicato a costruzioni, puzzle, disegno, esperimenti scientifici semplici. Dare un “progetto della settimana” li aiuta a non disperdere energie.
3. Tempo di qualità (anche breve)
Non servono giornate intere: anche mezz’ora di gioco vero, senza telefono in mano, può fare la differenza.
4. Piccole responsabilità
Apparecchiare, sistemare la propria stanza, aiutare in cucina. Non come punizione, ma come partecipazione alla vita familiare.
5. Meno schermi, più movimento
Stabilire limiti chiari per tablet e videogiochi e incentivare attività all’aperto: bici, passeggiate, parco, sport libero.

Il segreto? Alternare

L’estate perfetta non esiste. Ci saranno giorni entusiasmanti e altri più faticosi. La chiave è alternare socialità e riposo, attività strutturate e tempo libero, autonomia e presenza. Perché sì, a giugno chiudono le scuole. Ma l’estate può diventare un laboratorio di crescita, per i figli e – perché no – anche per i genitori.