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Il Castello di Nelson e l’oro verde: a Bronte tra storia e gusto

Il perché l’ammiraglio Horatio Nelson scelse Bronte tra i feudi che il re Ferdinando I gli promise alla fine del 1700 in segno di riconoscenza per avergli salvato la vita, soffocando la repubblica partenopea, e avere ucciso l’avversario Caracciolo, eroe della rivoluzione, non è chiaro. Fatto sta che Nelson lo preferì ad altre terre, divenendo così il primo duca di Bronte.

Ex proprietà dell’Ospedale di Palermo, il comune montano in provincia di Catania iniziò a essere trasformato dal suo duca in possedimento meraviglioso. Tra i progetti la ristrutturazione e l’ampliamento dell’antica abbazia in dimora signorile, un vero Castello, dove l’ammiraglio avrebbe dovuto soggiornare in compagnia della sua amante ufficiale, Lady Hamilton. Tuttavia il destino aveva in serbo per lui altri programmi: Nelson morì infatti pochissimi anni dopo, nel 1805, al largo di Capo Trafalgar, in una cruenta battaglia, senza aver mai messo piede nel suo amato borgo. A godere della tenuta furono successivamente i suoi eredi e i vari amministratori che nel tempo si susseguirono fino al 1981, quando l’intero complesso divenne proprietà del Comune di Bronte che adibì gli appartamenti del duca a museo e gli antichi granai in un centro di studi e di congressi.

Il complesso della Ducea è ammirato per la sua imponente semplicità: spiccano la chiesa tardo-normanna di Santa Maria di Maniace, costruita nella seconda metà del 1100 per volontà della Regina Margherita in memoria della battaglia vinta da Giorgio Maniace contro i Saraceni; il grandissimo parco che circonda la struttura, compreso il giardino all’inglese voluto dai Nelson; all’esterno i resti di due torrette, parte del sistema difensivo dell’abbazia; e la croce celtica in pietra lavica eretta in ricordo di Horatio Nelson.

Una visita per ammirare quanto resta di questa bellissima dimora è d’obbligo. Periodo perfetto dell’anno per farlo è l’autunno, quando Bronte si colora delle caratteristiche sfumature del suo speciale ore verde, il Pistacchio. Conosciuto per il suo gusto particolare e soprattutto per i suoi colori che lo rendono unico al mondo, il Pistacchio verde, non ce ne voglia l’ammiraglio Nelson, è il vero “personaggio famoso” di Bronte.

Prodotto a denominazione di origine protetta DOP, presidio Slow Food, nonchè ingrediente tra i più versatili della cucina, da declinare in tantissime preparazioni, ha una speciale forma allungata, la pellicina della buccia ha un colore tendente al violaceo, con sfumature verde chiaro, mentre all’interno spicca il verde smeraldo.

A fine settembre-inizio ottobre la cittadina che sorge alle pendici occidentali dell’Etna organizza una grande sagra dedicata al suo frutto prediletto, una vera Expo del pistacchio che proprio quest’anno festeggia un anniversario importante, la 30^ edizione. Dal 27 al 29 settembre e dal 4 al 6 ottobre, migliaia di turisti potranno partecipare a un programma fittissimo, come sempre tra degustazioni, spettacoli e tanto divertimento. Particolarità aggiuntiva è che proprio quest’anno si procede alla raccolta del pistacchio, che si compie ogni due anni a settembre quando tutti i paesani si trasferiscono nelle campagne per quello che è un vero e proprio rito della raccolta, quindi sarà l’occasione per assaggiarlo fresco, in tutte le sue sorprendenti varianti, dolce o salato, da solo o come crema, gelato, pesto, paste e tanto altro.
Insomma, una grande e coinvolgente festa del palato e della vista.

Il tuo punto vendita a Bronte (CT):
• EUROSPAR - Via A. Grassia, 33

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