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Una panchina rossa è stata installata oggi, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presso il punto vendita Interspar di Ragusa.

RAGUSA – Sono già oltre 100 le vittime di omicidio di genere femminile avvenute dall’inizio 2021. Un dato in crescita rispetto agli anni passati che preoccupa e che deve far riflettere. A questi drammatici numeri vanno poi aggiunti i casi, anch’essi in crescita, di violenza fisica o sessuale che le donne di ogni età subiscono quotidianamente in Italia e nel mondo. Si stima infatti che oltre il 31% delle donne italiane ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza. Un’emergenza che, in concomitanza con il particolare contesto creato dalla pandemia e a seguito delle restrizioni dello scorso anno, ha assunto le sembianze di una vera e propria piaga sociale. In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne e con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno così atroce e ancora poco conosciuto, la Ergon, su iniziativa fortemente voluta dalla CIF di Ragusa (Centro Italiano Femminile), ha installato oggi all’ingresso dello store Interspar di Ragusa una panchina rossa come simbolo contro la violenza sulle donne.

“La panchina, oltre che immagine ormai ampiamente riconosciuta a livello globale – commenta Concetta Lo Magno, direttrice area marketing Ergon – rappresenta la scomparsa di tutte quelle mamme, mogli, figlie che non potranno più occupare quel posto. L’iniziativa vuole anche spronare tutte le donne che quotidianamente, anche sul nostro territorio, subiscono una qualsiasi forma di violenza di genere, a denunciare, a rivolgersi alle forze dell’ordine”.

Una battaglia che Ergon vuole combattere assieme alle vittime, cercando di accompagnarle nel percorso delicato di ricostruzione di una vita. L’installazione di oggi non sarà sicuramente sufficiente a fermare questo dilagante e preoccupante fenomeno ma vuole porre l’attenzione di tutti sull’urgenza di realizzare fin da subito una vera e propria parità di genere. A questo scopo, è necessario e utile veicolare ancora una volta il messaggio che lo Stato è impegnato quotidianamente a difesa delle vittime tramite l’importantissimo strumento del numero verde antiviolenza 1522. Un servizio attivo h24 in cui operatrici e operatori specializzati sosterranno in tutto e per tutto le vittime di violenza e di stalking.

Soddisfatta Venerina Gurrieri, presidente comunale CIF Ragusa: “Grazie al management che ha aderito al nostro progetto ed alla dott. Concetta Lo Magno che ha collaborato, è stata installata la panchina sulla quale abbiamo fatto incidere la frase “Per te e per qualunque donna che conosci ricorda che non siamo sole” perché vogliamo far capire che le donne vittime di violenza non sono sole, devono poter contare sul supporto di tutti noi. Il dato delle vittime di femminicidio, già drammatico, torna a salire nel 2021, e va notato che il numero degli omicidi in realtà è in discesa, mentre sono le vittime di sesso femminile a salire. Ma quando si parla di violenza contro le donne non si deve intendere unicamente la violenza fisica dentro le mura domestiche ma anche quella psicologica economica. Un fenomeno di carattere strutturale e non più emergenziale. Dobbiamo chiederci oggi che cosa dobbiamo e possiamo fare per contrastare questa piaga grave e inaccettabile. Puntare il dito contro gli stereotipi e i pregiudizi, proprio loro alimentano infatti le discriminazioni e la violenza ai danni delle donne e occorre educare al rispetto abbattendo con strumenti culturali adeguati la mentalità e i meccanismi di una società ancora profondamente maschilista”.

Per l’iniziativa è arrivato anche il messaggio di don Filippo Bella, padre spirituale del CIF: “La violenza nei confronti di chiunque è insostenibile ed intollerabile. Quando poi avviene nei confronti di persone in situazioni di difficoltà o di povertà è ancora più biasimevole, così come può essere nel caso specifico di quella sulle donne. Preghiamo affinché coloro che subiscono violenze abbiano il coraggio di denunciare i fatti e riacquisire la loro dignità”.

25 novembre 2021
ufficio stampa
Michele Barbagallo per MediaLive

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