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Il Medioevo di Castelvetrano durante il Corteo Storico di Santa Rita e della Nobiltà Castelvetranese

Rullo di tamburi, costumi cinquecenteschi, sbandieratori, alfieri e musici per la speciale atmosfera medievale che si respira a Castelvetrano, in provincia di Trapani, durante il Corteo Storico di Santa Rita e della Nobiltà Castelvetranese. Ogni anno, la terza domenica di maggio, la spettacolarità di questa festa di grande folclore e teatralità fa rivivere il glorioso passato.

Tra spiritualità e drammaticità, infatti, la manifestazione richiama migliaia di presenze che assistono affascinate alla sontuosa celebrazione della devozione a Santa Rita e del celebre periodo aragonese. La festa ripercorre le tappe più importanti della vita di Santa Rita attraverso una lunga sfilata, ormai di carattere maggiormente folcloristico. Otto i quadri viventi che la compongono, collocati nelle piazze della città addobbate con drappi e fiori: sfilano quindi Santa Rita bambina con i suoi genitori; lo sposalizio; l’assassinio del marito Paolo; Rita vedova e la morte dei figli; Rita novizia e i tre santi protettori; la stimmatizzazione; il miracolo dell’orto e infine la morte della Santa.
La devozione per Santa Rita, risalente ai primi del Novecento quando all’arrivo di una statua della Santa si formò una processione popolare per accompagnare il simulacro, si unisce alla rievocazione delle origini, quando Castelvetrano era di proprietà dei D’Aragona.

A sfilare, scandito dal ritmico rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine, il corteo composto dall’aristocrazia del tempo, con figuranti in costume, con in testa il principe Carlo d’Aragona e Tagliavia con la moglie principessa Margherita Ventimiglia, e dalla deputazione civica, guidata dal capitano del popolo con l’antica mazza argentea denominata "Giuratoria", appartenuta per secoli al Giurato della Città di Castelvetrano. La lunga processione raggiunge sontuosamente la Chiesa del Purgatorio dove, tra sbandieratori, tamburi, alfieri e musici medievali, si celebra il rito della "Proclamazione a primo principe della Città" a Carlo d'Aragona e Tagliavia.

Uno scorcio di Sicilia dal volto particolare per uno speciale evento che anima la cittadina anche nei giorni precedenti la festa, durante i quali i palazzi, le chiese e i monumenti del centro storico sono addobbate con immagini suggestive della vita della Santa, da drappi medievali e da bellissime proiezioni di fasci di luce.

Un bellissimo scenario dentro il quale immergersi, senza dimenticare che anche il gusto vuole la sua parte: da non rifiutare infatti un assaggio della tipicità culinaria del posto, il pane nero di Castelvetrano, presidio slow food, noto in tutta Italia per il suo sapore particolare e il suo caratteristico colore scuro. Dalla singolare forma di pagnotta rotonda, la vastedda, questo pane, è composto da una doppia farina, quella di grano duro siciliano e quella ricavata da un’antica popolazione di frumento locale, la timilìa o tumminìa, entrambe integrali e macinate in mulini a pietra naturali. Davvero squisito se gustato ancora caldo e condito con olio extravergine, sale, origano, il formaggio Primosale tipico della zona o sardine di Selinunte. Un vero piacere per la vista e per il palato!

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• Interspar – Via Caduti di Nassirya

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